Il pensionamento anticipato si riferisce alla possibilità di liquidare i propri diritti pensionistici prima dell’età legale di uscita, mantenendo il beneficio del tasso pieno a condizioni rigorose. Diversi dispositivi coesistono a seconda del motivo dell’uscita: carriera lunga, disabilità, incapacità permanente o difficoltà. Dal decreto del 7 maggio 2026, applicabile alle pensioni che decorrono a partire dal 1° settembre 2026, le regole sono state riscritte per alcune generazioni, il che modifica concretamente le età e i trimestri richiesti.
Trimestri contributivi e trimestri assimilati: una distinzione che blocca le pratiche
Prima di verificare la propria idoneità a un’uscita anticipata, è necessario comprendere la differenza tra due categorie di trimestri. I trimestri contributivi corrispondono a periodi durante i quali sono stati effettivamente versati contributi pensionistici: attività salariata, autonoma o recupero di trimestri.
I trimestri assimilati, invece, vengono attribuiti senza contribuzione diretta. Coprono la disoccupazione indennizzata, il servizio militare, le malattie o la maternità. Per il pensionamento anticipato per carriera lunga, solo una parte di questi trimestri assimilati entra nel calcolo della durata considerata contributiva.
È su questo punto che molte pratiche si arenano. Un estratto conto carriera che mostra un numero sufficiente di trimestri “tutti i regimi compresi” non garantisce l’accesso al dispositivo. La natura di ogni trimestre conta tanto quanto il loro numero. Prima di qualsiasi passo, è utile consultare i consigli per un pensionamento anticipato per distinguere ciò che riguarda la durata di assicurazione globale e ciò che entra realmente nel calcolo dell’uscita anticipata.

Pensionamento anticipato per carriera lunga: cosa cambia con il decreto di maggio 2026
Il dispositivo di pensionamento anticipato per carriera lunga (RACL) rimane il più utilizzato. Permette un’uscita tra i 58 e i 63 anni a seconda della data di nascita e dell’età di inizio attività. La condizione di base non è cambiata: aver iniziato a lavorare prima di una certa età (16, 18 o 20 anni) e giustificare una durata di assicurazione contributiva sufficiente.
Sospensione dell’aumento e effetto soglia
La legge di finanziamento della Sicurezza sociale per il 2026 sospende fino al 1° gennaio 2028 l’aumento della riforma delle pensioni del 2023. Per le pensioni che decorrono a partire dal 1° settembre 2026, alcune generazioni guadagnano tre mesi sulla loro età di uscita. Questo effetto soglia riguarda in particolare le persone nate tra il 1964 e il 1970.
Concretamente, una persona nata nel 1965 che non soddisfaceva le condizioni prima di settembre 2026 può ora accedervi grazie all’adattamento dei parametri. Il decreto del 7 maggio 2026 specifica generazione per generazione i nuovi limiti applicabili.
Novità: i trimestri legati ai figli parzialmente considerati
Dal 1° settembre 2026, fino a due trimestri di maggiorazione legati ai figli possono essere contabilizzati nella durata considerata contributiva per la carriera lunga. Questa evoluzione può sbloccare un’uscita per assicurati a cui mancava uno o due trimestri contributivi, senza che debbano ricorrere a un recupero.
Uscita anticipata per disabilità o incapacità: regole anch’esse riscritte
L’uscita anticipata per disabilità grave consente di partire già a 55 anni a condizione di giustificare un tasso di incapacità permanente di almeno il 50% per una durata minima di assicurazione. Le nuove regole di settembre 2026 modificano i riferimenti di durata di assicurazione per alcune generazioni, in coerenza con la sospensione della riforma.
Per l’incapacità permanente di origine professionale (infortunio sul lavoro, malattia professionale), l’uscita può avvenire già a 60 anni se il tasso di incapacità raggiunge una soglia definita dalla normativa. Questi due dispositivi sono distinti dalla carriera lunga e obbediscono a proprie griglie di condizioni.
- Disabilità: uscita possibile già a 55 anni con un tasso di incapacità di almeno il 50% e una durata di assicurazione contributiva sufficiente durante il periodo di disabilità.
- Incapacità permanente professionale: accessibile a partire dai 60 anni, legata a un infortunio sul lavoro o a una malattia professionale riconosciuta.
- Difficoltà (conto professionale di prevenzione): i punti accumulati possono finanziare un’uscita fino a due anni prima dell’età legale, a seconda del numero di punti disponibili.

Preparare il proprio pensionamento anticipato: le verifiche concrete da effettuare
Il primo passo consiste nel richiedere un estratto conto carriera aggiornato presso la propria cassa pensionistica. Questo documento elenca tutti i trimestri registrati, la loro natura e il regime interessato. Qualsiasi errore o periodo mancante deve essere segnalato prima della richiesta di liquidazione, poiché le correzioni richiedono diversi mesi.
Per la carriera lunga, può essere richiesta un’attestazione specifica alla Cnav (o alla cassa competente a seconda del regime). Questa attestazione conferma o smentisce l’idoneità al dispositivo. Senza di essa, la richiesta di pensionamento anticipato non può andare a buon fine.
Anticipare l’impatto sull’importo della pensione
Partire prima dell’età legale con il tasso pieno non significa percepire la pensione massima. L’importo dipende dal numero totale di trimestri convalidati e dal salario annuale medio di riferimento. Meno anni di contribuzione significa meccanicamente una pensione più bassa, anche senza decurtazione.
Il recupero di trimestri (dispositivo Fillon) consente di completare la propria durata di assicurazione, ma il suo costo varia notevolmente a seconda dell’età e del reddito. È necessario confrontare l’importo del recupero con il guadagno reale sulla pensione per valutare la redditività dell’operazione.
- Verificare la coerenza tra l’estratto conto carriera e le buste paga conservate, in particolare per i primi anni di attività.
- Richiedere l’attestazione carriera lunga almeno dodici mesi prima della data di uscita desiderata.
- Simulare l’importo della pensione con e senza recupero di trimestri sul sito info-retraite.fr per confrontare gli scenari.
Le regole applicabili all’uscita anticipata evolvono per onde regolamentari. Il congelamento attuale dei parametri della riforma 2023, previsto fino al 1° gennaio 2028, lascia aperta la possibilità di nuove modifiche nei prossimi mesi. Verificare la propria idoneità con i testi in vigore al momento della richiesta rimane l’unico metodo affidabile per garantire la propria pratica.



